Rottamazione delle entrate locali: il comune può farla con un regolamento. Conviene?
Usarlo o no è una scelta tua, e usarlo male costa più che non usarlo.
Cosa ti permette di fare la legge
La legge di bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, commi 102-110) consente agli enti territoriali, comuni compresi, di regolare forme di definizione agevolata delle proprie entrate, in via eccezionale e nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. Quali componenti del debito (sanzioni, interessi, capitale) il regolamento può toccare va verificato sul testo dei commi.
È una facoltà, non un obbligo. Se non fai nulla, non succede nulla.
Prima domanda da fare al segretario: il regolamento può toccare solo sanzioni e interessi, o anche il capitale? È la prima cosa da far verificare sul testo dei commi, perché cambia tutto il calcolo di convenienza.
Come si attiva
Serve un regolamento approvato dal consiglio comunale. Prima dell'aula chiedi al segretario quali pareri sono obbligatori; quello del revisore va comunque chiesto. Chiedi anche se può essere approvato fuori dalla sessione di bilancio.
Chiedi poi al responsabile tributi se esistono schemi di regolamento già pronti, anche di altri enti, da adattare. Non partire da un testo vuoto.
Tre cose che il regolamento deve fissare
Falle controllare sul testo di legge a segretario e ufficio tributi.
- Termine per aderire. Fissalo lasciando un tempo ragionevole; se la norma prevede un minimo o modalità di pubblicità, lo trovi nei commi: fallo verificare.
- Carichi già affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. Chiedi all'ufficio se e come rientrano nel tuo regolamento.
- Periodo dei crediti, rate, tasso, decadenza, liti pendenti. Sono scelte da mettere nel regolamento, riscontrandole sui commi.
Il criterio che conta: stai recuperando o stai regalando?
La domanda non è "è popolare?". È questa: quanto di questo credito incasserei comunque, e quanto è già perso?
Una definizione agevolata ha senso quando:
- il credito è vecchio e il contribuente non paga perché sanzioni e interessi hanno gonfiato il debito oltre ogni possibilità;
- l'incasso coattivo finora è stato scarso o nullo;
- la somma richiesta è un importo che il debitore può realisticamente versare.
Non ha senso quando:
- il debitore è solvibile e sta aspettando di vedere se conviene non pagare;
- i crediti sono recenti e ancora recuperabili con gli strumenti ordinari;
- il comune non ha un ufficio in grado di gestire le istanze e controllare i pagamenti.
Una rottamazione funziona sui crediti che altrimenti non incasseresti. Applicata a quelli che incasseresti comunque, è uno sconto a chi aspettava.
Il rischio che si sottovaluta: il messaggio ai puntuali
Chi ha pagato IMU e TARI nei termini non riceve nulla. Se ripeti la rottamazione ogni due anni, insegni che aspettare conviene.
La norma configura lo strumento come eccezionale e condizionato all'equilibrio di bilancio. Traduzione pratica: uso eccezionale. Una volta, con un perimetro chiaro, si difende. Un'abitudine no.
Metti per iscritto, nella relazione al regolamento, perché la fai ora e perché non è una misura strutturale.
Il contesto di fondo è nell'articolo su IMU e TARI: senza una riscossione ordinaria che funziona, la rottamazione tampona e non guarisce.
Bilancio e FCDE: attenzione a chi te lo vende come una vittoria
Attenzione a chi presenta la rottamazione come una liberazione automatica di quote del FCDE: non lo è. Dipende dal caso e dai principi contabili, e lo valuta il revisore.
La norma ammette lo strumento nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. Quindi:
- Non mettere in bilancio incassi da rottamazione prima di avere le adesioni.
- Chiedi alla ragioneria una stima prudente, con uno scenario di adesione bassa.
- Chiedi al revisore come va trattato il fondo nel tuo caso, e non contare su alcuno svincolo finché non te lo conferma per iscritto.
Cinque domande da fare in giunta prima di proporre il regolamento
- Qual è l'importo dei crediti interessati, e quanto è già coperto dal FCDE?
- Quanto abbiamo incassato negli ultimi anni su questi stessi crediti con gli strumenti ordinari?
- Quante adesioni stimiamo, e cosa succede al bilancio se sono la metà?
- L'ufficio riesce a gestire istanze, rate e decadenze nei tempi?
- Che cosa cambiamo nella riscossione ordinaria, perché tra due anni non siamo di nuovo qui?
Se non sai rispondere con chiarezza a più di una di queste, il regolamento è prematuro. Il quadro finale lo danno segretario, responsabile finanziario e revisore.
Se decidi di non farla
Anche questa è una scelta. Tienine traccia. Se la riscossione è ferma e hai valutato lo strumento e lo hai escluso con motivazioni, hai esercitato il tuo ruolo di indirizzo. Se invece non ne hai mai discusso, il tema è un altro: ne parliamo nell'articolo su chi risponde quando la riscossione non funziona.
Cosa fare questa settimana: chiedi al responsabile tributi un prospetto dei crediti per anno di formazione, con importo, quota sanzioni e interessi, e incassato negli ultimi esercizi. Senza quel prospetto, la discussione è solo politica.
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Le checklist per il tuo ruolo sono nelle guide Sindaco, Assessore e Consigliere di Minoranza; "In carica" copre i primi mesi di mandato.