L'anno di un Comune, mese per mese
In un solo anno solare lavori su tre esercizi diversi: sapere quale documento nasce quando, e chi lo approva, ti dice sempre dove sei.
- Nello stesso anno solare un Comune lavora su tre esercizi: chiude il conto dell'anno prima, gestisce quello in corso, prepara quello successivo.
- Le scadenze ordinarie sono: rendiconto 30 aprile, relazione sulla performance (30 giugno, indicativa per i Comuni), DUP, salvaguardia e assestamento 31 luglio, consolidato 31 ottobre, nota di aggiornamento 15 novembre, bilancio di previsione 31 dicembre. Possono essere differite.
- I documenti sono una catena: se salti un anello, quello dopo poggia sul vuoto.
Apri il calendario di un Comune e trovi una stranezza. Ad aprile si approva il conto dell'anno scorso. Da gennaio si gestisce l'anno in corso. A luglio si comincia a scrivere quello dopo. Tre esercizi sovrapposti, nello stesso anno solare.
Chi arriva da zero si perde qui: vede sigle e scadenze una dopo l'altra, senza ordine. Un ordine c'è, ed è semplice. Ogni documento risponde a una di tre domande: che cosa vogliamo fare e con quali soldi (programmazione), che cosa stiamo facendo e se regge (gestione), che cosa è successo davvero (consuntivo).
Qui hai il quadro: i dettagli di ogni documento non sono trattati in questa tappa.
Una precisazione: le date indicate valgono a regime. Ogni anno possono slittare per decreto o per altri provvedimenti specifici, anche solo per i Comuni colpiti da un evento: verifica sempre il calendario aggiornato. Anche le soglie di popolazione cambiano da norma a norma: la formula è «fino a» o «meno di» 5.000 abitanti, e per un Comune sul confine conta quella di ciascun documento.
Gennaio-giugno: si chiude l'anno scorso, si avvia quello nuovo
Il bilancio di previsione, cioè il documento che autorizza il Comune a incassare e a spendere, va approvato dal Consiglio comunale (l'assemblea dei consiglieri eletti) entro il 31 dicembre dell'anno precedente. Può slittare: per il triennio 2026-2028 un decreto del Ministro dell'Interno ha spostato il termine al 28 febbraio 2026. Finché il bilancio non c'è, il Comune lavora con limiti di spesa stretti: si chiama esercizio provvisorio se il termine è stato differito, gestione provvisoria (ancora più rigida) altrimenti.
Poi tocca alla Giunta (il sindaco con gli assessori). Entro venti giorni dall'approvazione del bilancio approva il PEG, il Piano esecutivo di gestione: trasforma il bilancio in obiettivi e risorse affidati a ciascun responsabile di servizio. Con meno di 5.000 abitanti è facoltativo; da 5.000 in su è obbligatorio.
Il 30 aprile è il turno del consuntivo. Il Consiglio approva il rendiconto della gestione dell'anno precedente: il conto di ciò che è davvero accaduto. Confronta i soldi attesi con quelli arrivati, le spese decise con quelle pagate. Il risultato finale è un avanzo se è positivo, un disavanzo se è negativo. Prima ci sono il passaggio in Giunta e la relazione dei revisori dei conti: il lavoro vero comincia settimane prima.
Il 30 giugno è la data che la legge generale sulla performance indica per la relazione sulla performance, sempre sull'anno precedente. Dice se gli obiettivi assegnati sono stati raggiunti. Di regola l'organo politico la approva e l'organismo di valutazione, l'organo tecnico che misura i risultati degli uffici, la valida: cioè ne controlla l'attendibilità. Di regola, senza validazione non si accede ai premi di risultato. Nei Comuni questa disciplina si applica per principi: conta anche il regolamento dell'ente.
Luglio: DUP, equilibri e assestamento
Luglio è il mese più denso. Entro il 31 luglio succedono tre cose.
Il DUP. Di norma entro il 31 luglio la Giunta presenta al Consiglio il Documento unico di programmazione. Raccoglie le scelte politiche del Comune su due orizzonti: il mandato intero (sezione strategica) e il triennio del bilancio (sezione operativa). Il bilancio dell'anno dopo parte da qui e senza DUP non può essere approvato. Fino a 5.000 abitanti se ne redige una versione semplificata.
La salvaguardia degli equilibri. Almeno una volta l'anno, entro il 31 luglio, il Consiglio verifica se i conti reggono ancora o se serve un intervento.
L'assestamento generale. Entro la stessa data, il Consiglio rivede tutte le voci di entrata e di spesa e le riallinea. Salvaguardia e assestamento finiscono spesso nella stessa seduta.
Un Comune non ha un momento in cui «fa il bilancio»: ha un anno in cui lo scrive, lo controlla, lo corregge e lo rendiconta, sempre in quest'ordine.
Ottobre-dicembre: consolidato e bilancio dell'anno dopo
Il bilancio consolidato è un consuntivo e riguarda l'anno scorso. Guarda il Comune insieme alle società e agli enti che gli fanno capo (le partecipate), come fossero un'unica realtà, secondo criteri fissati dalle regole contabili. Dal 2026 il termine per approvarlo è il 31 ottobre: la legge di bilancio 2026 l'ha spostato dal 30 settembre. I Comuni con meno di 5.000 abitanti possono non redigerlo.
Entro il 15 novembre, insieme allo schema di bilancio, la Giunta porta in Consiglio la nota di aggiornamento al DUP. Aggiorna il DUP di luglio con le novità arrivate nel frattempo; il bilancio si costruisce su questa versione.
Il 30 novembre è, in generale, il limite oltre il quale non si possono più approvare variazioni di bilancio. Esistono eccezioni, che la legge indica una per una.
Il 31 dicembre chiude il cerchio: il Consiglio approva il bilancio di previsione del triennio successivo. E tutto ricomincia.
Perché l'ordine conta
L'ordine non è burocrazia: è una catena. Il bilancio si costruisce sul DUP. Il PEG si costruisce sul bilancio. L'assestamento corregge il bilancio con i dati della gestione. Il rendiconto dice quanto il bilancio fosse realistico.
Un esempio, con un Comune immaginario, Borgo Alto. Un nuovo sindaco si insedia in primavera. Il rendiconto dell'anno prima può averlo già approvato il Consiglio precedente, ma il risultato di quel conto è il punto di partenza dei suoi conti. Il bilancio dell'anno in corso è già in vigore, e con lui il PEG. Entro il 31 luglio, cioè dopo pochi mesi di mandato, il suo Consiglio vota salvaguardia e assestamento. Se non conosce la sequenza, vota carte che non ha visto nascere.
Qui sta la forza di chi conosce il calendario: sai a quale domanda risponde il documento che hai davanti, e quindi che cosa chiedere.
“Qual è il calendario dei documenti di quest'anno, con le date effettive e con eventuali differimenti, e in quale seduta del Consiglio e della Giunta ciascuno passa?”