Il bilancio a febbraio? Forse ancora: perché tu intanto non puoi stare fermo
Il termine formale può slittare. Le decisioni politiche che ci finiscono dentro, no: quelle si prendono adesso, o le prende qualcun altro al posto tuo.
Un pattern, non ancora una certezza
Il termine ordinario per approvare il bilancio di previsione è il 31 dicembre. Lo dice l'art. 151 del TUEL. Ma negli ultimi due cicli non è andata così: per il bilancio 2025-2027 e per il 2026-2028, il Ministero dell'Interno ha prorogato il termine al 28 febbraio dell'anno successivo, con tanto di decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Due volte di fila non fanno una regola scritta. Per il prossimo bilancio, quello 2027-2029 di cui ti occuperai da neoeletto, la proroga non è stata ancora annunciata. Potrebbe arrivare come le ultime due. Potrebbe non arrivare. Non lo sai, e nessuno può dirtelo adesso con certezza.
Ma è qui che molti neoeletti sbagliano ragionamento: pensano che, siccome il termine "di solito" slitta, ci sia tempo fino a febbraio anche per pensare a cosa mettere nel bilancio. Non è così, e non lo è mai stato.
La differenza tra termine e decisione
Il termine di approvazione è una scadenza amministrativa: quando il documento deve essere votato in consiglio. La decisione politica è un'altra cosa: cosa finanziare, cosa tagliare, quali investimenti fare partire, quali rinviare. Questa seconda cosa non ha una scadenza di legge, ha una finestra reale, ed è adesso, tra settembre e ottobre.
Gli uffici iniziano a costruire le previsioni di bilancio già in autunno, indipendentemente da quando poi il consiglio voterà. Se a settembre-ottobre tu non hai dato un indirizzo chiaro, gli uffici costruiscono comunque un bilancio: lo fanno con l'unico criterio che hanno a disposizione, cioè la continuità con l'anno prima. Risultato: a febbraio ti ritrovi un bilancio tecnicamente ineccepibile e politicamente muto. Nessuna priorità riconoscibile, nessuna scelta che porti la tua firma.
Cosa decidere ORA, in tre mosse
1. Le tre priorità dell'anno, per iscritto. Non un elenco di buone intenzioni: tre cose concrete su cui vuoi che si veda la differenza rispetto a prima. Una su investimenti, una su servizi, una su entrate o efficienza. Mettile per iscritto e condividile con la giunta prima che gli uffici chiudano le prime bozze.
2. Un colloquio con il responsabile finanziario, non una nota di indirizzo generica. Chiedigli: quali margini di manovra reali abbiamo, cosa è già vincolato da anni precedenti, dove sono gli spazi di scelta. Se aspetti febbraio per questa conversazione, quegli spazi li avrà già riempiti qualcun altro con le proprie ipotesi di lavoro.
3. Una lista di investimenti da candidare subito, non da annunciare a bilancio approvato. Se c'è un progetto che vuoi vedere finanziato, una scuola, una strada, un impianto, il momento per farlo emergere è quando le poste si stanno ancora formando, non quando il documento è già pronto per il voto.
Il bilancio non nasce quando lo voti in consiglio. Nasce nelle settimane in cui non lo guardi ancora nessuno, e se in quelle settimane non ci sei tu, ci sono solo gli uffici.
Il rischio di aspettare
Aspettare febbraio "perché tanto slitta sempre" ha un costo preciso: il bilancio smette di essere lo strumento con cui governi e diventa un documento che subisci. Non perché gli uffici lavorino male, lavorano bene, con i criteri che hanno. Il problema è che tra quei criteri manca il tuo indirizzo politico, se non lo hai dato in tempo.
La proroga, se arriva, ti dà più tempo per il voto formale. Non ti dà più tempo per decidere cosa votare. Quel tempo, quest'anno, è già iniziato.
Vuoi arrivare a febbraio con un bilancio che è tuo, non degli uffici? Sindaco e Assessore ti guidano passo passo su come dare indirizzo politico al bilancio prima che sia troppo tardi per farlo. Se sei consigliere di minoranza, Consigliere di Minoranza ti aiuta a leggere le priorità reali dietro le poste tecniche. E se è la prima volta che affronti un ciclo di bilancio da amministratore, "In carica" ti accompagna in tutte le scadenze del primo mandato, comprese quelle che, come questa, possono cambiare data da un anno all'altro.