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Bilancio di previsione, istruttoria e indirizzo politico
Bilancio & Finanza
Ott 2026
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Il bilancio si scrive adesso: come collaborare e vigilare con gli uffici

In queste settimane i responsabili finanziari raccolgono le richieste dei settori. È il momento in cui la politica può ancora incidere sul bilancio 2027-2029.

Il bilancio non nasce a dicembre

Il voto in Consiglio è l'ultimo atto. Il bilancio di previsione si costruisce prima, e in queste settimane si sta costruendo.

Il responsabile finanziario sta parlando con i responsabili dei vari settori: lavori pubblici, servizi sociali, scuola, polizia locale, tributi. Ognuno porta fabbisogni, contratti in scadenza, spese da rinnovare, richieste nuove. L'ufficio finanziario le mette in fila, le confronta con le entrate che ritiene realistiche e prova a farle quadrare.

È lavoro tecnico, e va fatto da chi lo sa fare. Ma è anche il momento in cui si decide cosa entra e cosa resta fuori. Quando arriva in Giunta, la parte più difficile è già stata fatta, e spesso senza di te.

Il calendario: poco più di sei settimane

L'art. 174 del TUEL prevede che la Giunta presenti al Consiglio lo schema di bilancio di previsione, con gli allegati, entro il 15 novembre. Lo stesso termine vale per la nota di aggiornamento al DUP (art. 170): ne parliamo nell'articolo «Il 15 novembre scade qualcosa e nessuno te l'ha detto: la nota di aggiornamento al DUP». Il termine ordinario di approvazione da parte del Consiglio è il 31 dicembre (art. 151).

Dall'inizio di ottobre al 15 novembre passano poco più di sei settimane. Dopo lo schema di Giunta e prima del voto è previsto anche il passaggio dall'organo di revisione: tempi e modalità, come per gli emendamenti dei consiglieri, li fissa il regolamento di contabilità del tuo comune. Leggilo subito. Ogni ente ha il suo, e le date che contano sono lì.

Una nota sulle proroghe. Per il 2026-2028 il termine è slittato al 28 febbraio 2026 con decreto del Ministro dell'interno del 24 dicembre 2025. Per il 2027-2029, a oggi, nessuna proroga è stata annunciata. Pianificare su una proroga che non c'è ancora significa perdere proprio queste settimane. Il perché lo trovi nell'articolo «Il bilancio a febbraio? Forse ancora: perché tu intanto non puoi stare fermo».

Perché la politica deve esserci

Senza indirizzo, ogni settore chiede e l'ufficio finanziario taglia con un criterio che nessuno gli ha dato: di solito la continuità con l'anno prima. Non è colpa di nessuno. Il perché politico lo trovi in «Perché il Bilancio di Previsione decide (davvero) il tuo mandato»: qui conta il metodo.

Cosa dare agli uffici: priorità scritte

Un documento breve, scritto, condiviso in Giunta prima che il bilancio sia in bozza avanzata: le priorità del mandato che quest'anno devono avere risorse, nell'ordine in cui le vuoi; cosa è irrinunciabile; cosa si è disposti a rinviare se i conti non reggono.

Il punto è l'ordine. Quando i conti non chiudono, il responsabile finanziario deve poter dire al responsabile di settore: "questa richiesta è dopo quella". Se la graduatoria non l'ha scritta la politica, finisce per scriverla il caso, riga per riga, e nessuno l'ha davvero decisa.

Come stare al tavolo senza fare il controllore

Il confronto con gli uffici funziona se non è un interrogatorio. I responsabili dei settori conoscono i loro servizi meglio di te. Il responsabile finanziario conosce i vincoli. Tu porti ciò che a loro manca: la direzione.

Tre abitudini che aiutano:

  1. Un incontro per settore, non una circolare. Fatti spiegare le richieste a voce, con i numeri sul tavolo.
  2. Chiedi la distinzione, sempre. Per ogni richiesta: è una spesa obbligatoria, è la continuità di un servizio esistente, o è una cosa nuova? Sono tre categorie diverse, e si decidono in modi diversi.
  3. Un solo interlocutore per i conti. Le richieste dei settori passano dal responsabile finanziario. Evita trattative parallele tra assessore e dirigente: producono promesse che poi non trovano copertura.

E un'attenzione di tono. Una domanda come "perché questa cifra?" è collaborazione. "Mi sembra troppo" senza motivazione è pressione, e gli uffici lo percepiscono. Argomenta, sempre.

Gli uffici ti dicono cosa i conti possono reggere. Solo la politica può dire cosa deve venire prima.

Come vigilare: quattro punti di controllo

Vigilare non significa dubitare degli uffici. Significa guardare lo stesso bilancio con la domanda politica, che non è quella tecnica. I principi di riferimento sono nell'art. 162 del TUEL: veridicità e attendibilità delle previsioni, equilibrio complessivo del bilancio.

1. Le entrate sono realistiche?
Per ogni voce rilevante chiedi su cosa si basa la previsione: l'andamento degli anni passati, un trasferimento già comunicato, un'ipotesi. Una cifra più alta della storia, senza una motivazione documentata, va spiegata prima di essere accettata. Per le entrate di difficile riscossione chiedi come è trattato il fondo crediti di dubbia esigibilità: il tema è tecnico, fatti guidare dall'ufficio e dai principi contabili, senza stimare a occhio.

2. Le spese obbligatorie sono coperte per prime?
Personale in servizio, contratti in essere, rate di mutui, utenze: è ciò che l'ente deve pagare comunque. Se in bozza compaiono spese nuove e le obbligatorie sono sottostimate, l'ordine è sbagliato. Domanda secca: "quanto resta libero, dopo gli obblighi?".

3. Ogni nuova spesa ha una copertura vera?
Non basta che il totale torni. Chiedi da dove arrivano i soldi per ciascuna novità: nuova entrata, taglio altrove, risorsa vincolata. E se la copertura è una tantum, chiedi cosa succede l'anno dopo. Una spesa che si ripete ogni anno, finanziata con un'entrata che non si ripete, è un problema rimandato di dodici mesi.

4. Il bilancio è coerente con il DUP?
Gli obiettivi del DUP devono ritrovarsi nei numeri. Se un obiettivo perde la sua copertura, deve essere una decisione esplicita, presa e motivata, non un effetto collaterale. Se vuoi il metodo per questo controllo, c'è già nell'articolo «Il 15 novembre scade qualcosa e nessuno te l'ha detto: la nota di aggiornamento al DUP».

Per la checklist di preparazione completa, vedi l'articolo «Bilancio di Previsione: cosa preparare prima e gli errori da evitare». Qui il punto è un altro: il controllo si fa durante l'istruttoria, quando correggere costa una telefonata, non dopo, quando costa una variazione.

Se sei all'opposizione

L'istruttoria è un lavoro interno all'amministrazione, e di solito gli atti li vedi solo quando lo schema è depositato. Ma tre cose le puoi fare.

Leggi il regolamento di contabilità: ci trovi i termini per presentare emendamenti allo schema. Chiedi con anticipo gli allegati, appena lo schema è depositato. E usa i quattro punti di controllo sopra: sono gli stessi, e funzionano per chi deve controllare come per chi deve difendere.

Le richieste di accesso e di documenti vanno fatte nel rispetto delle regole del tuo ente: verifica sul regolamento e sul TUEL i tuoi diritti prima di scrivere.

Cosa fare questa settimana

Quattro azioni, nell'ordine:

  1. Chiedi al responsabile finanziario il calendario interno: quando chiudono le richieste dei settori, quando lo schema va in Giunta, quando va ai revisori.
  2. Chiedi che la Giunta (o un incontro con l'assessore al bilancio) dedichi un momento a scrivere le priorità, in una pagina.
  3. Consegna le priorità al responsabile finanziario e chiedi un primo confronto sui numeri.
  4. Apri il regolamento di contabilità e segna le date che riguardano revisori ed emendamenti.

Il bilancio non si scrive a dicembre. A dicembre si vota. Quello che c'è dentro si decide adesso.

Le guide MUNICIPLUS per Sindaco e Assessore entrano nel dettaglio operativo di ruolo su bilancio, DUP ed equilibri finanziari. La guida per il Consigliere di Minoranza ti aiuta a leggere questi documenti con lo sguardo di chi deve controllare. E se vuoi il quadro completo del primo anno, "In carica" ti dà il calendario amministrativo dall'insediamento in poi.