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PNRR e DNSH
Appalti & PNRR
GIU 2026
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PNRR e DNSH: Guida Pratica per i Cantieri Comunali.

Vincoli ambientali, check-list e la responsabilità del RUP. Come gestire le verifiche operative ed evitare il congelamento o la revoca dei finanziamenti europei.

Il principio DNSH (Do No Significant Harm - Non arrecare danno significativo all'ambiente) non è più una novità burocratica, ma il cardine su cui poggia l'intera ammissibilità delle spese del PNRR. Per i RUP dei comuni italiani, la mancata o errata rendicontazione dei requisiti DNSH rappresenta oggi il rischio principale di revoca dei fondi.

Le tre fasi di verifica del RUP

Il controllo del rispetto del principio DNSH non si esaurisce con una firma all'inizio del progetto. Si articola su tre fasi distinte che devono trovare corrispondenza nella documentazione amministrativa dell'opera:

  • Fase ex-ante (Progettazione): Il progettista deve redigere una specifica relazione DNSH che dimostri come l'opera sia conforme alle schede tecniche della Guida Operativa del MEF. I requisiti minimi ambientali (CAM) devono essere integrati nel Capitolato Speciale d'Appalto.
  • Fase in corso d'opera (Esecuzione): Il Direttore dei Lavori e il RUP devono verificare che l'impresa appaltatrice utilizzi materiali conformi e smaltisca correttamente i rifiuti. Ogni fornitura critica (es. calcestruzzo, legno, isolanti) richiede idonea certificazione d'origine.
  • Fase ex-post (Chiusura): In sede di collaudo o di certificato di regolare esecuzione, deve essere allegata la relazione DNSH finale che attesta il reale rispetto di tutti i vincoli.

L'assenza dei giustificativi DNSH (come i formulari di identificazione dei rifiuti FIR o le dichiarazioni dei produttori) in sede di rendicontazione su ReGiS comporta il blocco immediato dei mandati di pagamento da parte del Ministero.

La gestione dei rifiuti da cantiere ed economia circolare

Uno dei vincoli più stringenti per le opere edili (rientranti nella Scheda 1 della Guida MEF) riguarda il recupero dei rifiuti non pericolosi da demolizione e costruzione. Almeno il 70% in peso dei rifiuti generati deve essere avviato al riutilizzo, riciclaggio o altro recupero di materia.

Il RUP non può accontentarsi di una dichiarazione generica dell'impresa: deve esigere i FIR (Formulari di Identificazione Rifiuti) con l'indicazione dell'avvenuto recupero rilasciata dall'impianto di destinazione autorizzato. Questa documentazione va scansionata e inserita a sistema come prova inconfutabile.

Cosa fare in caso di controlli a campione

I revisori dei conti e le unità di audit dei Ministeri controllano a campione la completezza dei fascicoli. La chiave per superare le verifiche è l'ordine documentale. Un buon fascicolo DNSH deve contenere:

  1. Le check-list della Guida Operativa MEF compilate e firmate dal RUP;
  2. Le relazioni tecniche DNSH del progettista e del collaudatore;
  3. Le schede tecniche dei prodotti installati (con certificazioni CAM, marcatura CE, dichiarazioni EPD);
  4. Il piano di gestione dei rifiuti di cantiere e il consuntivo finale dei FIR.

Prevenire lo stallo dei pagamenti PNRR è possibile solo se il DNSH viene trattato come elemento strutturale dell'appalto, fin dal primo giorno di programmazione.